I termini fuorvianti

21 AGO 20
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Per l'esito dei referedum i cattolici sono stati determinanti,è vero,ma parlare di "ruinismo" è fuorviante, anzi,a mio avviso, è mistificazione. Facendo attenzione alle situazioni e alle parole, si può notare che a questo referendum molti cattolici hanno partecipato con convinzione, ponendo attenzione ai quesiti referendari, ritenuti coinvolgenti e importanti per l'intera collettività e per l'esistenza futura dei figli e dei nipoti.E lo hanno fatto indipendentemente dalle posizioni della chiesa più o meno dichiarate. Il Papa stesso ha parlato di temi ecologici non esprimendo espliciti inviti a votare. Vero è che nelle parole del pontefice molti hanno sentito un assenso, neanche tanto velato, ad una votazione nel senso dell'abrogazione di alcune leggi o parti di esse, e ne sono stati contenti. Ma, per amore di verità, non si può parlare di "ruinismo" perché, in questo caso,sarebbe un termine improprio.Esso,infatti, ci riporta inevitabilmente al precedente referendum (sulla fecondazione assistita a difesa della legge 40) in occasione del quale il card. Ruini ci fece assistere ad una ingerenza inconfutabile, senza mezzi termini, della chiesa nella politica, invitando esplicitamente i cattolici ad astenersi dal voto; e molti cattolici "non adulti", senza sapere né come né perché,obbedirono fidandosi ciecamente del parere dell'Istituzione ecclesiastica. I fautori dell'autonomia laica contestarono questa sorta di dictat. Del resto,la Chiesa il suo posto sulla scena pubblica lo ha sempre avuto, com'è giusto che sia per un'Istituzione che è inserita a pieno titolo nella società laica. Ed è giusto - ne sono convinta - che esprima le sue opinioni sui diversi aspetti della vita della società. Ma a nessuno può sfuggire la differenza sostanziale fra l'espressione di legittime, o doverose, opinioni e l'invito senza reticenze ad astenersi dal voto, ben conoscendo,fra l'altro, il vero significato, per molti recondito, dell'astensione dal voto.